sabato 14 novembre 2015

Raieu cu-u tuccu ravioli alla genovese



Aiuto!!! da dove partire??
Dunque questo povero blog è stato messo in disparte per tanto tempo, avendo avuto troppo da fare.
Il lavoro mi ha portata via da tutto e tutti, anche da me stessa.
Ma siccome da tanto, appartengo ad un fantastico gruppo, mi sono detta:
e perché non ricominciare? e così eccomi qui a scrivere un post e a coccolare il mio quarto figlio!!
Ed ecco che arriva MTC 522La nuova sfida, con la quale partecipo




 dove si chiede un piatto con due elementi obbligatori:
La pasta ripiena e
Un sugo a cottura lenta
proposto da Monica

Monica/Genova/ Raieu/Tuccu/...e io??? non partecipo???

Cominciamo dall'inizio...
Arrivo a Genova ben 27 anni fa, mica due giorni, e dopo pochissimo, per l'esattezza, il 18 novembre festeggiamo 24 anni di unione, entro a far parte di una famiglia genovese.
Da lì a poco sarebbe arrivato il Natale, festa di unione, di convivialità, di preparativi, di amore, e già dall'Immacolata, le discussioni tra mamma e figlia rispettivamente, nonna e madre di mio marito, sono accese, parecchio animate, per ore, su questo piatto, per me a quei tempi, un semplice piatto, ma che in realtà tiene impegnate le due donne di casa per giorni e giorni e lo si inizia ad organizzare con largo anticipo come un rito, e poi si porta avanti una diatriba sul contenuto di questi raieu fino allo stremo.
Io in tutto questo teatro sono spettatrice e le guardo, senza capire il motivo di cotanta enfasi, pensando (per anni): 'ma tutte le volte devono litigare'???
I loro dialoghi erano rigorosamente in dialetto genovese, che all'epoca comprendevo poco oltre a non capirne il motivo, peccato non lo sappia scrivere, avrebbe tutto un'altro sapore, ma ho imparato a capirlo:
Nonna: il fungo ci vuole
Figlia: nooooo ti dico di noooo
Nonna: sì, piccolo ma ci vuole
Nonna: vado io a comprare la carne
Figlia: no, ci vado ioooo voglio la scaramella ma che sia bella, come dico io un bel 'tocco di carne'...

ecco da dove nasce il nome 'tuccu' perché in genovese il tuccu è il tocco, il pezzo intero...

E io guardavo questo chilo e mezzo di trito e mi chiedevo, senza osare intrufolarmi nella discussione, se questo funghetto potesse mai dover essere fonte di lite tra due donne e soprattutto quanto sarebbe cambiato mai il gusto grazie a questo povero funghetto...
Queste liti le ho vissute per anni, mamma e figlia, abitavano a 50 metri di distanza, non mi crederete ma tante volte la discussione si è chiusa con la nonna che sottobraccio si portava via la borsetta ed il tritacarne e se ne andava a casa per poi tornare dopo qualche ora e voler raggiungere un compromesso...
ed io che abitavo in quella casa ormai convivevo con questo rito ...
E poi ogni 'buona festa' era una 'buona occasione' per fare i raieu, non c'era da domandarci cosa avremmo cucinato, festa significava raieu, punto.
Il primo piatto era certo, si poteva passare oltre. E tutte le volte c'era il raviolone per mio marito, essendo il nipote 'maschio' a lui veniva offerto un raviolo grande in segno di affetto, che ancora quasi cinquantenne mio marito fingeva di non vedere nel piatto e le due donne ridevano alla scoperta dello stesso

Beh, gli anni sono passati, mia suocera purtroppo è andata via per prima, la nonna ha sempre fatto i ravioli, sola, ma non era la stessa cosa. Non c'erano più quelle lunghe discussioni, non si cotavano i pinoli da mettere, li faceva per rispetto e io nell'impasto giuro che ci sentivo quel fungo che lei metteva, ormai, quasi come un gesto per voler ricordare la figlia.
L'ultima volta che siamo andati a trovare la nonna, 94enne, si è rivolta a mio marito, dicendo:
Ivan, ti ho fatto per l'ultima volta i raieu cu u tuccu
e così è stato...
Poi la vita ha voluto che noi aprissimo il ristorante e oggi mio marito ripete gli stessi raieu che faceva la sua nonna, nonché la sua mamma e io non ci metto mano, io faccio u tuccu e lui i ravioli, e oggi capisco il perché di quelle lunghe discussioni sul fungo o su due pinoli in più.
Perché a Genova i raieu cu u tuccu non sono solo una ricetta, sono una tradizione, sono una vita vissuta in cucina, sono l'amore per i figli, per i nipoti, passato attraverso ciò che io ritenevo un semplice piatto di ravioli.
Ecco perché  quando Monica ha proposto i raieu, non partecipare mi sembrava assurdo, vi volevo raccontare un pezzetto di questa famiglia genovese, per ricordare affetti e tradizioni.
Con gli anni ho capito ed apprezzato che i ravioli col sugo a Genova non sono i ravioli col sugo, sono i raieu cu u tuccu, e non è la stessa cosa.

Passiamo agli ingredienti e a come cerchiamo di riprodurre noi i raieu cu u tuccu, precisando che, abitando in un paesino dell'entroterra, non sempre riesco a procurami le borragini, e per questo uso le scarole che invece non ho nessuna difficoltà a reperire. Noi cerchiamo di riproporre i ravioli della nonna di mio marito, sicuramente in tutte le case questa ricetta viene ritoccata, perché nasce dal poco, dal recupero, dal riciclo di ciò che offriva il frigorifero, quindi non fatene una questione personale se la nostra ricetta è diversa da quella delle vostre nonne

Ingredienti per il tuccu:

1 kg di scaramella
un pezzetto di salsiccia
1 carota media
1 gambo di sedano
1 cipolla media
300 grammi di pomodori pelati
1 tubetto di concentrato di pomodoro
mezzo bicchiere di vino rosso
una manciata di pinoli
1/2 funghi porcini secchi
noce moscata
prezzemolo
olio evo
rosmarino
sale
pepe nero
zucchero

Io mi batto a coltello carota sedano e cipolla, in modo da rendere il trito omogeneo, a fuoco lentissimo, olio evo e trito in una pentola bassa e larga in modo da far rosolare la carne in un'ampia superficie.
Aggiungo la scaramella ed il pezzetto di salsiccia quando il trito è leggermente rosolato, e lascio che prenda colore da entrambe le arti, metto i pinoli che lascio rosolare, aggiungo il vino, io lo metto rosso, un buon vino rosso, una buona Barbera corposa in modo da aiutare il sugo. Poi metto la noce moscata, il rosmarino, il prezzemolo tritato, ed il tubetto di concentrato, lascio andare qualche minuto in modo che il concentrato si amalgami all'olio. Aggiungo i pelati che rompo in pentola con la forchetta, sale, pepe nero e zucchero, ed il funghetto o i funghetti, a seconda della grandezza, li metto secchi tanto in cottura così lenta hanno tempo di riemergere!
Metto il coperchio, il fuoco lentissimo e lascio cuocere per almeno 4 ore, non aggiungo nulla, se la fiamma è bassissima non si corre il rischio che il sugo asciughi e solo quando l'olio emerge a galla per me è tuccu cotto. Se provate con una forchetta noterete che la carne si sfalda, ne troverete dei pezzetti nel sugo come conseguenza della lenta e lunga cottura

Questo è il mio risultato dopo ore di cottura, guardate il bordo della pentola, la partenza dove è segnata dal sugo:




I ravioli, e qui ha inizio la parte discussa e personale noi li facciamo così;
per il ripieno:
La carne del sugo, salsiccia compresa
500 grammi di borragini, oppure scarola o spinaci, insomma una verdura a foglie larghe
200 grammi di parmigiano reggiano
6 uova
mezzo panino bagnato nel latte e strizzato benissimo
un quarto di cervella saltata in padella con un filo d'olio evo
una manciata di pinoli tritati a coltello
il funghetto che mi vado a pescare dal sugo
noce moscata una bella grattata
maggiorana senza essere tirchi, rigorosamente fresca
Tutto questo, mio marito lo batte a coltello in modo da ottenere un impasto morbido, perfetto, omogeneo, anche perché poi andrà a stenderlo con la sac à poche e se non è perfettamente omogeneo non passa dal buco della sacca


per la pasta:
600 grammi di semola di grano duro
500 grammi di farina di grano tenero
6 tuorli
acqua tanta quanta ve ne chiede la pasta purché rimanga asciutta, non umida
una presa di sale.

Mio marito si prepara la pasta impastando sul banco il tutto, passando a mattarello la pasta in modo da ottenere una sfoglia unica



Una volta ottenuta la sfoglia, la passa nella macchina per ottenerne sfoglie sottili



Stende la sfoglia e si crea 4 cordoni di impasto uniforme, lui non stacca mai la sac à poche dalla sfoglia,  e una volta ottenuti questi 4 cordoni ripone un'altra sfoglia sopra.




A questo punto passa negli spazi, vuoto l'indice ed il medio facendo sì che esca tutta l'aria. 
Con la rotella taglia i ravioli che essendo fatti a mano, non sono mai tutti uguali, è ovvio, ma questa è la particolarità che a me piace molto


Io lascio i ravioli all'aria aperta e non infarino perché non mi piace affatto la farina rilasciata in cottura, rende 'lepego', per rimanere a Genova, il raviolo.
Quando l'acqua salata bolle, lascio cuocere i ravioli una decina di minuti, li condisco col tuccu e li servo in tavola, piatto caldo che torna sempre 'scarpettato'

Chiedo scusa per la qualità delle foto, ma noi riusciamo a preparare il tutto in orari impensabili



venerdì 10 aprile 2015

Taverna dei Fieschi un sogno che diventa realtà


Taverna dei Fieschi un sogno che diventa realtà...

E dopo anni che lo guardo e dico: come mi piacerebbe far diventare mio questo fantastico ristorante, ora diventa mio davvero!!!!!!
Ma proprio davvero davvero!!!
Abbiamo preso la decisione, mio marito ed io, e ci siamo detti: o adesso o mai più!!
Ridiamo vita a questo fantastico ristorante, riportiamolo ad essere quello che era un tempo, diamogli una firma nostra, una mano di vernice fresca, un menu rivisto, una valanga di entusiasmo e partiamo.
Ci siamo quasi, manca pochissimo e apriamo, con proposte nuove, con un menu fatto con estrema cura ed attenzione, studiato in ogni piccolo particolare.
Porteremo a tavola tutto ciò che è del posto, ricette dimenticate nei cassetti delle nonne e vini buoni, tireremo fuori madia e mattarello per fare solo pasta fresca. Uniremo la tradizione genovese proponendovi piatti come i Corzetti in salsa di pinoli, a quella piacentina con i salumi ed i Pin, tipica pasta fresca.
Un menu all'insegna dei prodotti del territorio dove viviamo.
Sarà tutto realizzato da noi, noi che crediamo che per stupire a tavola non ci si debba inventare stranezze ma solo valorizzare e accostare le buone materie prime. Noi che crediamo che mangiare e bere bene sia ancora possibile e allora... a brevissimo.
Questo comporterà che il mio povero blogghino sarà un po' accantonato, credo, in quanto avrò da spignattare molto più del solito, ma spero di trovare un po' di tempo anche per lui!!
Nel frattempo vi tengo aggiornati man mano che le cose andranno avanti sperando che cotanto lavoro porti la stessa gratificazione professionale :)

giovedì 26 febbraio 2015

Pane al latte fatto a casa a forma di rose usando il lievito di birra


Dopo mesi di assenza, rieccomi, povero il mio blog, l'ho trascurato, ho avuto altro da fare, ma torno con la voglia di fare la ricetta del pane, la più semplice delle ricette, buona e super collaudata.
Ho l'abitudine di fare il pane a casa, mi piace farlo, è divertente, buono ed economico.

Ingredienti:
1/2 bustina di lievito di birra secco in granuli
un bicchiere di latte circa
4 cucchiai di olio di semi
un cucchiaino di zucchero
250 grammi di farina 0
una presa i sale

In una ciotola di plastica metto il lievito di birra,lo zucchero e il latte precedentemente scaldato (tiepido non caldo) lascio che si sciolga il lievito e aggiungo l'olio.
Aggiungo la farina e inizio a lavorare, con morbidezza, non troppo energicamente, in modo che tutto sia ben amalgamato, aggiungo il sale, e lavoro. La quantità del latte è approssimativa, comunque il risultato ultimo deve essere una pallina di pasta morbida, pulita, non si deve attaccare alle mani.
A questo punto accendo la lampadina del forno e lascio nella stessa ciotola la pallina e la posiziono a metà del forno lasciandola riposare due ore.
Superate le due ore, prendo la pallina che ha tranquillamente raddoppiato il volume e la reimpasto.
Palline, filoncini, rose, non importa, qualunque sia la forma che voglio la effettuo e appoggio l'impasto lavorato nella placca da forno con la cartaforno e la lascio riposare altre due ore.
In quest rose ho messo sopra una presa di polenta e un po' di sale grosso, ma è assolutamente irrilevante ai fini del risultato ultimo.
A questo punto accendo il forno, lo porto a 200° e lascio cuocere il pane, nel mio forno ci vogliono al massimo dieci minuti. Quando è dorato, croccante ma soffice, spengo il forno, apro lo sportello e lascio che si raffreddi ma non lo tolgo dal forno
Per fare questo pane a forma di rosa è semplicissimo, prendo un pezzo di pasta e ne faccio una corda sottile e lunga un metro circa, a questo punto divido in due la pasta per la sua lunghezza, e la avvolgo su se stessa. E' più difficile spiegarlo che farlo!!! Quasi quasi faccio un video :)
Ecco il risultato finale dopo la cottura





giovedì 8 gennaio 2015

Focaccia alta

Focaccia alta con pomodori e pancetta piacentina IGP

La focaccia alta è una focaccia facilissima da fare, il rimedio ideale quando è finito il pane, quando si vuole portare una ricetta veloce da amici, quando si ha voglia di fare una mega merenda per tutti i bambini.
La focaccia alta è una ricetta veloce ed economica

Ingredienti per una focaccia dal diametro di 26 cm

un cubetto di lievito di birra
400 grammi di farina 0
380 grammi di acqua
un cucchiaino scarso di zucchero
un cucchiaino di sale
15 pomodorini ciliegini
8 fette di pancetta piacentina IGP

In una ciotola sciogli il lievito di birra con 300 grammi di acqua ed un cucchiaino scarso di zucchero. A questo punto aggiungi la farina e con una forchetta lavora l'impasto, mai con le mani anche perché l'impasto sarà sempre morbidissimo. Continua ad aggiungere la restante acqua e farina e alla fine il sale.
L'impasto sarà molto morbido così:


Fatto l'impasto ungi una teglia alta, di quelle cerniera e  con un cucchiaio rovescia tutto l'impasto nella teglia. Accendi la luce del forno e metti la focaccia in forno a mezza altezza.
Dopo due ore la focaccia avrà raddoppiato il volume sarà così


Adesso lava i pomodori, tagliali a metà e salali. Mettili sulla focaccia sparsi in modo uniforme, e sopra metti la pancetta piacentina.
Aggiungi solo un filo di olio extravergine di oliva e una manciata di sale grosso.



Inforna il tutto avendo preriscaldato il forno a 200° e in 15/20 minuti la focaccia sarà pronta. 


Il risultato finale, è una morbidissima focaccia, ottima anche il giorno dopo, sempre che ne avanzi!!



sabato 22 novembre 2014

L'insostenibile leggerezza del blog

Sono una persona polemica, noto tutto mi accorgo di tutto, mi piace sottolineare le cose belle che accadono e mi piace anche far notare le cose che sarebbe carino evitare.
Sono una blogger da anni, esattamente non lo so neanche io da quanti, forse 4 o cinque, sarebbe facile andare a vedere la data di registrazione, in verità poco mi importa, non festeggio il compleanno del blog, niente torta con candelina sopra, non mi intrufolo nelle feste da blogger, non appartengo a gruppi 'siamo blogger e siamo brave per questo' ho pochissime collaborazioni, all'inizio sì carine, poi col passare del tempo un impegno e stop.
Ho aperto il blog per passione, che strana parola, passione per la cucina, non per le foto, le mie prime foto farebbero passare l'appetito anche al più affamato degli esseri umani, mi piace da sempre cucinare, mi diverte, mi rilassa e mi piace un sacco la cucina tradizionale, quella dove nelle lasagne ci si mette ancora ragù o ragout e besciamella e non liquirizia, pancetta, marmellata di pesche, insomma una sorta di svuotafrigo.
Sono sui social, chi non lo è, e leggo tutto quello che scrivono i miei 'amici' visto che ne ho davvero pochi, per la maggior parte blogger...
Vita dura quella di chi ha deciso di investire il proprio tempo in questa 'passione' che poi diventa un lavoro, uno sgomitare, un dover fare per forza altrimenti se non posto Google mi punisce e perdo posizioni...
E allora leggi, sui social leggi di tutto:
Meno male, ho due giorni liberi per postare 6325 ricette che ho fatto in 4 ore di tempo che avevo a disposizione uffaaaa che fatica!!...

Domani, dopodomani e nei prossimi tre giorni, non esco, non porto a scuola o in palestra i bambini, devo postare postare postare e postare ancora altrimenti non divento famoso/a

Finalmente ho trovato il tempo per postare questa ricetta (ma chi te l'ha chiesto mi chiedo io! te l'ha ordinato il medico??)

Perdonatemi se ho avuto poco tempo ma ho i bimbi da portare dal veterinario, il cane dal pediatra, ops...forse mi sono confusa, ma ho mille cose da fare, il lavoro, la zia, la nonna da accudire, il cane da scendere a pisciare, la casa, mio marito e il blog che mi porta via taaaaaaaaaaaanto tempo, ma io sono brava, bella intelligente e riesco a fare tutto anche a postare questa magnifica torta fatta in tre ore di tempo ( ma come hai fatto lo sai solo tu!!)

Oppure ancora:
Grazie all'azienda XYZ sono stata inviata (speciale per altro) a degustare questi fantastici piatti.. e vedi la foto fatta col cellulare, che per quanto sia un signor cellulare sempre una schifezza è, ad un piatto fotografato di sera, con luci soffuse, una cosa che rende malissimo, che manco si capisce che caspita hai nel piattooooo!!!!! ma tu sei sei stata invitata e quindi orgogliosa di dire io c'ero!!!!
 Sei convinta che stai davvero promuovendo un prodotto??? tu così lo stai rovinando!!!!!

Sabato sono alla festa della pizza, domenica, all'assaggio del formaggio X, lunedì mi hanno invitata a fare un giro nell'azienda Y...tutto buono tutto bello tutto fantastico...certo ora, solo perché non faccio altro che spaccare i maroni raccontandovi anche quante volte vado in bagno mica sarà un problema no???? nooooooooooooooooooooooooooo

Allora io, che voglio e spero di restare quella che nel mio giorno di riposo non lavorativo, me ne sto con i miei bambini e quando e se posso posto e se non posso Google di cuore ti dico che puoi andare ma sai dove??? mi chiedo solo una cosa:
Ma perché? io mi chiedo perché non tornate ad avere quella leggerezza che vi ha spinto ad aprire 'sti benedetti blog?????

Uscite, fatevi una passeggiata, andate a teatro, al cinema, a fare una corsa col vostro cane se figli non ne avete e se avete figli e cane uscite con entrambi, noi possiamo aspettare, noi dormiamo anche se la ricetta la postate con calma e la foto la ritoccate a casa con un programmino.
GRAZIE!
Ma soprattutto godetevi le cose 'vere' i blog possono attendere.

giovedì 23 ottobre 2014

Strudel di mele con marmellata di prugne

Lo strudel di mele è uno dei dolci classici per eccellenza, viene fatto in mille versioni anche se la versione classica è forse quella che accosta meglio i sapori per ottenere un dolce delicato e croccante al momento stesso.
L'origine di questo dolce è molto discusso, in Italia per lo più viene consumato in Trentino, in Veneto e nel Friuli.
Può essere accostato ad una crema, che contrasti in qualche modo il gusto base, o consumato da solo.

Ingredienti per la sfoglia:
farina 150 grammi
acqua 100 ml
un cucchiaio di olio extra vergine di oliva
sale

Porta l'acqua ad essere tiepida, aggiungi la farina setacciata man mano che si rapprende con l'acqua e aggiungi il sale e l'olio extravergine di oliva. Lavora l'impasto su una spianatoia, otterrai una pallina di pasta di media consistenza. Lasciala riposare almeno mezz'ora, nel frattempo accendi il forno statico, 180° e prepara il ripieno.

Per il ripieno:

4 mele medie
50 grammi di pinoli
50 grammi di uvetta sultanina
40 grammi di burro
3 cucchiai di marmellata di prugne
un tuorlo per spennellare la pasta

N.B. la marmellata di prugne è fatta da me, con le prugne dei miei alberi.

per la finitura
un tuorlo
due cucchiai di mandorle a scaglie
zucchero a velo


Ingredienti per la crema di gianduia

150 ml di panna dolce liquida
50 grammi di cioccolata fondente
50 grammi di gianduia

Per prima cosa bisogna metti a bagno l'uvetta, in acqua tiepida. Lascia l'uvetta a bagno almeno due ore.
Sbuccia le mele, e tagliale sottili, mettile in una ciotola, aggiungi i pinoli, il burro fuso, la marmellata. Non aggiungere zucchero se usi la marmellata altrimenti il risultato ultimo sarà troppo dolce sia per la marmellata che per lo zucchero che verrà rilasciato dalle mele.
Mescola tutti gli ingredienti, amalgama bene e stendi la pasta su una spianatoia di legno.
La pasta è molto morbida, aiutati con la farina e una volta stesa molto sottile, la metti sulla teglia di cottura se lo strudel è grande, e metti il ripieno altrimenti, tra la sfoglia sottile ed il peso del ripieno non riesci a spostare dal piano di lavoro alla teglia.
Accendi il forno a 180° così inizia a scaldarsi
Ho creato questo semplice collage per spiegarti bene i vari passaggi.
Crea un rettangolo, e metti una parte del ripieno, a questo punto arrotola la pasta e copri la parte con l'interno. Ora metti il  ripieno nella restante pasta stesa. Tira la pasta che ti è rimasta e copri il ripieno con la pasta tirata.
A questo punto con un pennello metti il tuorlo sullo strudel e poi le mandorle a scaglie.
Inforna per 40 minuti sempre a 180° in modo che le mele dentro appassiscano, la pasta rimanga dorata e cotta.


Nel frattempo, molto velocemente prepara la crema di gianduia cioccolata e panna.
A bagnomaria devi sciogliere la cioccolata e la gianduia in modo da renderle completamente liquidi entrambi, poi li aggiungi alla panna liquida  dolce appena appena montata.
Una volta cotto lo strudel aggiungi la crema di gianduia e cioccolata e buon appetito!


Per mio gusto preferisco preparare lo strudel il giorno prima per il giorno dopo, la pasta si ammorbidisce.

giovedì 2 ottobre 2014

Non di solo ricette: Un 'dolce' ricordo



Mio nonno e mia nonna paterna, erano nati lo stesso giorno, a distanza di qualche anno, erano tanto diversi quanto simili. Erano una coppia formata giovanissima.
Insieme hanno trascorso tutta la vita, chissà quante crisi hanno vissuto, eppure sono stati insieme, tutta la vita.
Appartenevano a quella zona della Sicilia, a quegli anni in cui l'uomo doveva andare a buttane per concedersi qualche divertimento in più e io ricordo ancora mio padre che diceva di aver beccato mio nonno più volte, uscire da una casa con un sorriso 'particolare'.
Sono stati uniti, si sono amati, fino alla fine
Per me uno degli affetti più importanti della mia vita. Io mi ricordo tutto di loro, il loro odore, il loro accento, il tono della voce, li ricordo con un affetto enorme.
E mi ricordo benissimo quando dormivo nel lettone con loro e mi raccontavano la storiella del topino, che io ho raccontato ai miei figli emozionandomi ogni volta.
Mio nonno, mi regalava 10.000 lire ogni volta che lo andavo a trovare, ed erano tanti, tantissimi soldi, ma io credo di non aver mai comprato nulla con i loro soldi, li davo ai miei, a me non interessavano, a me piaceva vedere mia nonna che cercava tra le lenzuola bianche stirate, questi soldi.
Andavamo a trovarli 'a sorpresa' noi non abitavamo nel loro paese, eravamo molto lontani e tutte le volte gli facevamo la sorpresa. Mia nonna spediva il povero marito a far la spesa e lui arrivava carico come un mulo di tutto quello che il mercato offriva, e diceva cento volte a mia nonna: facci u pisci e carusi...
E lei, la ricordo sempre al lavandino a pulir pesce, stanca e felice.
Poi lei un maledetto giorno si è ammalata e ha trascorso parte della sua vecchiaia in una brutta ascesa che l'ha portata a non essere più la nonna Gigia di sempre.
Avrei voluto che anche i miei figli avessero dei nonni così, ma così non è andata. Quando è nata la mia primogenita ho attraversato tutta Italia per portarla a far conoscere mio nonno, aveva già 91 anni e, come dire, il tempo non era a suo favore, lui mi ha ringraziata, ci siamo salutati coscienti del fatto che mai più ci saremmo rivisti, e così è stato.
Oggi, è la festa dei nonni e volevo dedicare questo mio spazio a loro, sperare e pensare che comunque mi sono sempre stati accanto.

giovedì 28 agosto 2014

Salame Cacciatore DOP




Si chiama così perché era l'alimento di consumo dei cacciatori che si portavano questo gustoso salame, durante le battute di caccia, ricco di proteine.
Piccolo, morbido  e dal gusto saporito ha un ottimo apporto nutrizionale, vitamina B, zinco e ferro.
E' un salame riconosciuto e tutelato in tutta europa, grazie al marchio DOP, Denominazione di Origine Protetta, in quanto garantisce:
il rispetto per la tradizionale ricetta,
il controllo della produzione,
l'utilizzo delle carni italiane,
le caratteristiche qualitative e nutrizionali.

Le aziende produttrici, subiscono dei controlli da organismi indipendenti che ne assicurano il controllo del prodotto.
Il salame cacciatore è un prodotto di salumeria, ottenuto dall'unione di carni grasse e magre di maiale, sale, pepe a pezzi grossi o tritato e aglio.


I salame Cacciatore Dop dalla lunghezza di 20 centimetri circa, il peso di 350 grammi ed il diametro di 6 centimetri è a  pasta compatta, di colore rosso con grasso ben distribuito.
Gli allevamenti devono far parte delle seguenti regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo.
Una volta realizzato il salame, questo deve soggiornare in locali dove sia assicurato un buon ricambio di aria ad una temperatura che vada da 10° ai 15° durante questo periodo avviene l'asciugatura del prodotto.

martedì 26 agosto 2014

Pasta sfoglia fatta in casa salame Cacciatore Dop e mozzarella di bufala



Adoro gli antipasti, quelli veloci, le ricette semplici che arricchiscono i pranzi e adoro fare la pasta sfoglia in casa.
La ricetta della pasta sfoglia fatta in casa è semplicissima, basta avere un po' di pazienza e tempo, vi spiego come la preparo io e vi garantisco il risultato

ingredienti:
250 grammi di farina 00
250 grammi di burro
100 grammi di acqua
sale


Per il ripieno
30 fette di salame Cacciatore Dop
2 mozzarelle di bufala

Io metto la farina a fontana, poi taglio il burro a pezzi e lo lavoro, aggiungo l'acqua e il sale. Il burro rimane a pezzi, non ha importanza, l'importante è che lavoriate bene la pasta e facciate un rettangolo di mezzo centimetro di altezza. Prendo la parte bassa del rettangolo e la piego su se stessa, poi la faccio girare di 90° e la metto in frigo. Dopo mezz'ora la tiro fuori la stendo di nuovo prendo la parte bassa, la piego e la faccio girare di 90° e la rimetto in frigo. Questa operazione la effettuo 3 volte. Poi una volta pronta può riposare in frigo chiusa bene con un foglio di pellicola anche una settimana.





Il risultato finale è una pasta elastica, liscia, facile da lavorare.

A questo punto ho fatto delle strisce larghe tre dita e lunghe due, dove all'interno ho posto una fettina di salame Cacciatore Dop ed un pezzetto di mozzarella di bufala.


Ho ricoperto la teglia da forno con la carta forno e messo e cotto il tutto a 180° per 15 minuti circa.
Ottime se serviti bollenti




giovedì 21 agosto 2014

Ravioli di mortadella IGP




Un formaggio svizzero, deciso, corposo e accanto una delicata mortadella di Bologna IGP, un contrasto perfetto, chiudiamo i ravioli con un tenero porro che contrasta ed esalta i sapori.

Ingredienti per 30 ravioli

300 grammi di farina 0
sale
acqua
100 grammi di Mortadella di Bologna IGP
200 grammi di Gruyère
una foglia di porro

In una terrina impastare farina, acqua e sale. Lavorare bene in modo da avere un impasto morbido ed elastico e lasciare riposare almeno mezz'ora.

Stendere la pasta su una spianatoia di legno con la farina alla base in modo che non si attacchi la pasta,  abbastanza sottile.


Fare delle strisce e mettere un pezzo di mortadella ed un pezzo di formaggio Gruyère.

A questo punto mettere uno strato di pasta sopra e togliere l'aria che si forma nei fagottini



Mettere in forno a 180° per 20 minuti circa, quando si gonfiano e prendono colore sono pronti.
Nel frattempo lavare bene una foglia interna di un porro, tagliare a listarelle sottili sottili e sbollentare in acqua salata per un minuto.
Tagliare la foglia sottile e usarla come nastro per il raviolo

La mortadella di Bologna IGP



La mortadella di Bologna IGP

Quando parliamo di mortadella, parliamo solo di Mortadella Bologna IGP, indicazione geografica protetta.
Vi siete mai chiesti come viene ottenuto questo prodotto unico al mondo?
La tecnica di produzione della mortadella Bologna, rende questo prodotto unico e irripetibile, in quanto è la materia prima che viene selezionata e lavorata attraverso passaggi particolari, per esempio, i cubetti di grasso vengono lavorati dal grasso di gola, la parte migliore dalla quale ricavarne il grasso.
La carne viene tritata, lavorata e inserita in apposite sacche per essere sottoposte alla cottura.
La cottura è il passaggio più delicato. Vengono utilizzate stufe ad aria secca ed i tempi di cottura possono variare da poche ore a diversi giorni, a seconda della taglia della mortadella, che può variare, da pochi grammi a 20 quintali!
Una volta cotta, viene lavata con acqua fredda e lasciata a riposare nelle celle di raffreddamento affinchè il prodotto trovi un suo equilibrio, la sua stabilizzazione.
Nella mortadella di Bologna non è permessa l'aggiunta di proteine del latte, o di coloranti e polifosfati.

Sembra che si chiami mortadella in quanto veniva usato il mortarium, mortaio, per lavorare la carne del maiale, durante l'epoca romana.
A partire dal tardo periodo rinascimentale si trovano fonti letterarie e storiche con l'utilizzo dell mortadella.
Grazie alla versatilità del prodotto e alle caratteristiche organolettiche, ancora oggi è uno dei prodotti IGP più usati, vantando un ottimo rapporto proteine/grassi

Valori nutrizionali della Mortadella IGP per 100 grammi:
Proteine    15,7 g          Ferro              1,03 mg
Lipidi         25 g            Vitamina B6     0,27 mg
Sale (Nacl) 2,4 g           Energia            288 Kcal

sabato 10 maggio 2014

Ricetta torta salata con pasta brise' asparagi e ricotta








Ricetta torta salata con pasta brise' di asparagi e ricotta

Finalmente ci sono gli asparagi freschi e allora prepariamoci una bella torta salata, la preparo oggi per portarla domani a casa della zia di mio marito, è buona sia calda che a temperatura ambiente, anzi, forse a temperatura ambiente è più buona!
Io la pasta brisè me la preparo, ma comodissima e buona è quella che si trova nei supermercati, io la preparo perché ne uso tanta e mi piace farla.

Per la pasta brisé:
200 grammi di farina 0
100 grammi di burro
70 ml di acqua fredda
una presa di sale

Per il ripieno:
una mazzo di asparagi
3 uova
250 grammi di ricotta
sale
olio extravergine di oliva
70 grammi di formaggio grattugiato
70 grammi di formaggio Raclette
pepe nero


Per preparare la pasta brisé bisogna mettere in un robot da cucina farina, sale e burro freddo, far andare il robot a massima velocità. Si ottiene un composto farinoso, che andremo a mettere su un piano di lavoro freddo, il burro non si deve sciogliere. Aggiungiamo l'acqua fredda poco alla volta. Otteniamo un impasto morbido che mettiamo nella pellicola e a riposare in frigo, almeno 45 minuti.
Mi ripeto, possiamo saltare questo passaggio e acquistarla fatta, comunque sia stendiamo la pasta e disponiamola su una teglia magari utilizzando la carta forno.

Prepariamo il ripieno:
Laviamo bene gli asparagi e facciamoli bollire in acqua salata, io uso la pentola a pressione per comodità, facendo attenzione che non siano troppo cotti, in modo da poter utilizzare le punte per guarnizione.
Una volta cotti li scolo facendo sempre attenzione a non rompere le punte, che taglio e tengo da parte.
La restante parte dell'asparago la taglio e metto in una terrina aggiungendo tutti gli altri ingredienti tranne il formaggio Raclette, quindi metterò, la ricotta, le uova, il pepe nero, un cucchiaio di olio extravergine di oliva,  il formaggio grattugiato ed il sale. Mescolo bene il tutto e lo vado a mettere nella teglia dove ho precedentemente messo la brisé. A questo punto metto le punte degli asparagi a spicchi e metto il formaggio Raclette sopra. Inforno, per 25 minuti, forno preriscaldato a 190/200° valutate voi il vostro forno...Quando la torta sarà dorata allora diciamo che è pronta.
Buon appetito




venerdì 9 maggio 2014

Give-away CupoNation per Wonderbox


Ho scoperto questa cosa simpatica e voglio condividerla con voi!!!

Correte correte correte...non arrivate tardi!!! avete tempo fino al 15 Maggio 2014 per partecipare, a cosa?? ad un fantastico Give-away, come??? facilissimo

Andate nella pagina Facebook Cuponation mi ripeto, avete tempo fino al 15 maggio, e partecipate al concorso Wonderbox, dal titolo In Italia con gusto, del valore di 50 euro, che pochi pochi non sono. Come si partecipa? facile, metti Mi piace sulla pagina, (lo facciamo tutti i giorni senza 'il rischio' di vincere nulla, cosa vuoi che mi costi mettere un Mi piace???), lascia la tua mail tra i commenti nella loro pagina Facebook, condividi e in bocca al lupo!!!! semplicissimo direi!
E allora che aspettate???
Io l'ho fatto, in bocca al lupo a me e a tutti coloro che parteciperanno :)
CoupoNation Italia indice un concorso autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico